Mi sono inculato mia cugina

Giorgia, mia cugina, è una ragazza di 23 anni, alta oltre 1 metro e 80 centimetri, fisico da modella, capelli neri lunghi e mossi, occhi neri e carnagione scura. Una bella ragazza, insomma. Fino a quel giorno l’avevo vista come una bambina. Praticamente l’ho vista crescere e per lei sono sempre stato il suo cugino preferito. Anche ora che è una donna, non si fa problemi a sedersi sulle mie gambe come quando era una bambina, con estremo disappunto soprattutto del suo fidanzato. I miei figli le sono molto affezionati. Quel giorno mia moglie aveva il turno di giorno quindi se ne andò prima di pranzo. Alle 13 Giorgia portò a letto i piccoli per il pisolino pomeridiano prima di ritornare in spiaggia. Finito di sistemare la cucina, mi sedetti sul divano. Fuori faceva un caldo boia, ma in casa, con l’aria condizionata, si stava bene. Giorgia mi raggiunse in soggiorno dicendomi che i piccoli si erano addormentati. Come al solito si sedette sulle mie ginocchia, abbracciandomi. Vuoi che eravamo in costume, anche se lei era avvolta in un pareo, vuoi che il fresco dell’aria le aveva indurito i capezzoli, vuoi che con la coscia mi premeva sul pene, cominciai a sentirmelo diventare duro. Lei se ne accorse, ma non disse nulla continuando a parlare dei suoi esami all’università. Io mi sentivo in estremo imbarazzo anche perché sicuramente lei sentiva che le dimensioni stavano mutando, ma non sapevo cosa fare; se l’avessi spostata solo di un po’, la mia erezione sarebbe stata visibile. Mentre lei parlava cercavo di pensare ad altro. Si spostò leggermente, così il mio accenno di erezione fu evidente. Lei lo vide, sorrise ma non disse nulla ed accese la televisione. Mentre guardavamo la televisione in silenzio, si tolse del tutto il pareo. Ormai non ce la facevo più. La mia erezione era quasi totale. Lei ogni tanto sfregava il suo culetto sul mio pene e se la rideva. Era chiaro che stava giocando. Ad un certo punto, si girò verso di me e mi disse guardandomi fisso negli occhi se era lei che mi faceva questo effetto o se stavo pensando ai fatti miei. A questa mia affermazione, mi mise una mano sul cazzo da sopra il costume segandolo. Ora stava prendendo forma. Io mi lasciai un po’ scivolare sul divano. Mi piaceva. Staccò la mano e la portò sotto il costume. Ormai per metà era già fuori. Mi disse che era molto più bello e grosso di quello del suo fidanzato. Mi sedetti di fronte a lei completamente nudo. Potevo vedere bene il suo corpo. Un ciuffetto di peli su una fighetta completamente depilata. I seni erano belli rotondi e sembravano sodi, con due capezzoli che svettavano verso l’alto. Lei mi fissava il cazzo ed ogni tanto si umettava le labbra guardandomi negli occhi. Allungai la mano e le toccai la figa. Fece un sussulto inarcando la schiena. Mi lasciò fare. Continuai a titillarle il clitoride e con la sinistra me lo menavo. Lei portò tutte e due le mani sui seni. Mi alzai non staccandole le dita dalla figa. Avvicinai la cappella alla sua bocca. Lei lo fissò, poi staccò una mano dal seno e lo impugnò. Cominciò prima a menarmelo. Se lo appoggiò sulle labbra. Dopo qualche secondo fece uscire la lingua e cominciò a leccarmi la cappella, continuando a segarlo. A malapena le entrava la cappella in bocca. La presi per le braccia, la feci alzare e la feci inginocchiare per terra. Mi stesi vicino a lei, la tirai sopra di me ed iniziammo uno splendido 69. La sua fighetta eruttava umori come un rubinetto aperto. La leccavo con lussuria ed ingordigia. Le succhiavo il clitoride ed ogni tanto le introducevo la lingua. Da quella posizione vedevo il suo splendido culetto sodo. Glielo palpavo. Era duro come il marmo. Sentivo che stava per venire. Mi fermai. Le dissi di stendersi a pancia in su. Lei spalancò le gambe pensando che volessi chiavarla. Ma non era ancora giunto il momento. Mi sarebbe piaciuto prenderle il culo. Ma si vedeva che li era ancora vergine. Mi tuffai con la testa ancora fra le sue gambe. Era fradicia dei sui umori misti alla mia saliva. Mentre le succhiavo il clitoride, le introdussi il pollice in figa. In un secondo la mano si bagnò. Stava per venire. Senza mai staccare la bocca dal suo sesso, scivolai con il pollice fino al buco del culo. In quella posizione era normale che fosse lubrificato. Provai ad introdurlo. Sentii una piccola resistenza, ma poi entrò per metà. Continuai fino a che non giunse all’orgasmo. Mi posizionai in mezzo alle sue gambe. Lei guidò il mio pene fino all’entrata del suo sesso. Introdussi metà cappella, lo tirai fuori. Poi un po’ di più e così feci finchè non entrò tutto. La chiavai lentamente per qualche minuto, poi alzai il ritmo. Ebbe un altro orgasmo. La feci mettere alla pecorina e la montai da dietro. Ora vedevo bene quel magnifico culo. Con le dita iniziai a stuzzicarlo. Volevo scoparle il culo ma da quella posizione era impossibile. Troppo alta. La misi a pecorina per terra. Il mio cazzo era pieno dei suoi umori all’inverosimile. Glielo misi da dietro ancora in figa. Non so quanti orgasmi avesse avuto. A quel punto tentai il tutto per tutto. Estrassi il mio cazzo dalla sua figa, appoggiai la capella sul suo ano. Provai a spingere. Cercai di farmi spazio entrando un po’ e poi uscendo. Capivo che era troppo grosso per quel buco e che potevo farle male. Lei, però, ci stava. Anzi con le mani si spalancò bene i glutei. Dopo un bel po’ di tentativi, riuscii a far entrare la cappella. Lei emetteva credo dei lamenti di dolore misti a piacere. Iniziò lei ad andare avanti ed indietro scopando il mio cazzo con il suo culo finchè non sparì per metà. Lei godeva. Me la inculai per 5 minuti buoni. Stavo per venire. Lo tirai fuori. La misi in ginocchio e glielo misi in bocca. Me lo segava a due mani e mi ciucciava la cappella. Sentivo lo sperma salire su per l’asta. Glielo tolsi dalla bocca appena in tempo. Con le mani se lo portò fra le tette, dove eruttai un quantitativo smisurato di sborra. Qualche schizzo le arrivò anche in faccia. Si strofinava la mia cappella sui capezzoli. Andai in corridoio. I bambini dormivano ancora.

Autore: Angelica Vandini